Come ci insegnano le tradizioni orientali, la funzione primaria del respiro è quella di mantenere lo stato vitale e fare da collante tra il corpo, la psiche e lo spirito.
Scopriamo come raggiungere questi obiettivi.
A cura di Simonetta Milani
Inspirazione, espirazione scandiscono il susseguirsi delle giornate mantenendo ogni essere umano in vita.
Sembra banale affermare che senza respiro non c’è vita, allora come è possibile lasciar scorrere le ore, i giorni, l’esistenza intera senza rendersi conto di come respiriamo?
Questo accade perché oggi giorno l’uomo vive distratto e prigioniero di un automatismo.
L’automatismo è parte integrante di questa era altamente tecnologica, dove l’uomo pigramente spinge un tasto e tutto è a portata di mano. Questa comodità richiede un pegno oneroso da pagare: la mancanza di attenzione, la mancanza di presenza a ciò che accade con conseguente inconsapevolezza del proprio respiro.
Questo automatismo prende forma nell’educazione di
bambini e adolescenti, abituati sin da piccoli all’uso
di supporti informatici con conseguenti disturbi dell’attenzione.